storia - Porciano

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LA CHIESA DI SAN GIORGIO A PORCIANO



Situata in una bellissima posizione, da cui si gode un ampio panorama sulle colline e sulle vallate sottostanti, la Chiesa di San Giorgio a Porciano è sicuramente una Chiesa molto antica, se già nella prima metà del XIII secolo la "Capella S. Georgii" dava il nome a una delle tre frazioni del Comune rurale di Lamporecchio.
Nella seconda metà dello stesso secolo XIII la Chiesa risultava suffraganea della Pieve di Lamporecchio. Benchè non confortati da dati sicuri si ritiene però che le origini dell'edificio vadano ricercate ancora più lontano nel tempo. Ci spingono verso questa ipotesi alcune considerazioni: l'impianto generale, la presenza nella muratura esterna di bozze in pietra di forme irregolare, che parrebbero ascrivibili al periodo alto-medioevale e,soprattutto, l'intitolazione della Chiesa ad un Santo come San Giorgio, Santo guerriero il cui culto (insieme a quello per San Michele)era particolarmente diffuso intorno all' anno Mille, soprattutto nel periodo longobardo.
L' edificio attuale è comunque il risultato di v ari interventi di ristrutturazione che si sono susseguiti nel tempo ed in particolar modo nei secoli XV, XVIIe XVIII. La facciata della chiesa è preceduta da un loggiato di più recente fattura sorretto da pilastri.
A destra della facciata ed in angolo con essa si trova inserita la torre campanaria, non particolarmente alta.
tratto da :Percorsi nella storia e nell'arte di un paese del montalbano :Lamporecchio di Valerio Bonfanti editore C.R.T

Dopo la recente ristrutturazione della chiesa di S.Giorgio è stato allestito un piccolo museo di oggetti e arredi sacri appartenuti alla parrocchia di Porciano.
Al suo interno sono collocati vari reperti risalenti a diversi periodi storici a partire dal XV fino al XVIII secolo ed ai giorni nostri.
Di particolare interesse uno Stemma di famiglia dei Cerretani dell'inizio del secolo XVI attribuito alla Bottega dei Della Robbia.
Nel dicembre 2012 nei locali adiacenti la chiesa,è stato inaugurato IL Museo delle arti e della cultura contadina del Montalbano
la collezione di strumenti racconta la storia della comunità porcianese.
La famiglia Gori ha messo a disposizione del piccolo museo ben 392 pezzi. Nel museo si possono ammirare vecchi oggetti rurali, le unità di misura, i ferri del vecchio falegname, gli attrezzi del calzolaio e molto altro ancora,




Visite su prenotazione
info:0573-82212/333-6147324

ORIGINI DI PORCIANO



Sull'origine ed il significato del toponimo sono state fatte, nel corso del tempo, varie ipotesi, diverse tra loro e spesso assai distanti l'una dall'altra. Secondo il già citato Silvio Pieri, illustre linguista e glottologo autore della Toponomastica della Valle dell'Arno (1919), il nome Porciano potrebbe essere derivato da una gens latina, la gens Porcia, ad ulteriore conferma di un antico insediamento, in questa zona del Montalbano, di numerose famiglie romane. Guido Cerboni, studioso esperto ed appassionato di storia locale, nel suo agile e denso volumetto Porciano di Lamporecchio: dalla storia alla cronaca, dall'arte alle tradizioni puntualizza e precisa quest'ipotesi, peraltro, un tempo, ampiamente conosciuta e diffusa nella zona. Il nome di quest'antica località deriverebbe da un condottiero romano, Porzio (latinamente Porcius), diventato autorevole signore di queste terre ottenute probabilmente come ricompensa e premio da parte di un imperatore per aver realizzato alcune azioni militari particolarmente valorose o, molto più semplicemente, in seguito all'acquisto di queste terre da parte della sua famiglia. Sempre Guido Cerboni ci riferisce un'altra emozionante ipotesi sull'origine di questo toponimo: il nome Porciano sarebbe stato attribuito a questa località dai conti Guidi, ricchi e potenti signori provenienti dal Casentino che - sembra - estesero, soprattutto fra il X e l'XI secolo, il loro predominio anche su questa zona del Montalbano. Probabilmente per ragioni affettive, forse, colpiti dalla somiglianza fra il paesaggio di queste colline e quello delle alture che circondano Stia e Pratovecchio, vollero replicare qui il nome di due loro feudi casentinesi, Porciano e Papiano" (Guido Cerboni, op. cit.). Infine, secondo un'altra teoria (meno conosciuta, ma assai interessante),
Porciano in origine si sarebbe chiamato Querciano o Querceto e tale nome avrebbe chiaramente rilevato l'aspetto boscoso e selvaggio della zona. Il passaggio da questo primo nome Querciano o Querceto al successivo Porciano potrebbe indirettamente confermare il fenomeno avvenuto attorno al Mille del progressivo disboscamento del territorio operato al fine di recuperare alla coltivazione consistenti appezzamenti di terreno. Storicamente Porciano è rammentato, come frazione del Comune rurale di Lamporecchio, nel Liber Focorum del 1226. C'è da dire che alcune notizie relative a Porciano, pur riportate da vari autori ed ancor oggi assai diffuse, non sono suffragate da adeguati documenti storici: ad esempio, in mancanza di documenti certi, non possiamo affermare che fosse situata proprio in questa zona quella villa de Runcho che venne riconosciuta al Vescovo di Pistoia, con diploma imperiale del 988, da parte di Ottone 111. E del resto, anche la tradizionale e radicata convinzione (convinzione di cui abbiamo già parlato a proposito del toponimo) che Porciano abbia fatto parte degli estesi possedimenti dei conti Guidi, benché non improbabile, non è confortata da alcun documento.
tratto da :Percorsi nella storia e nell'arte di un paese del montalbano :Lamporecchio di Valerio Bonfanti editore C.R.T
tel: 0573-82213
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